Cos'hanno in comune Napoli e Torino? Due città così lontane e così diverse ma rese così simili dalla storia e da alcuni particolari. Scopriamoli insieme
In questi primi articoli di “Riviviamo la storia” abbiamo riscoperto particolari inediti di una Torino seicentesca ricca di storia e proiettata verso l’età barocca.
Ora, spostiamo però la nostra attenzione su un’altra città italiana, anch’essa ricca di storia e tradizioni secolari.
Sto per raccontarvi di Napoli, di sue alcune particolarità storiche, e contrariamente a quello che si potrebbe pensare, le due città hanno diversi punti in comune.
Tre perle di Napoli e dintorni
Forse è per questo che, a parte Torino, ho sempre amato Napoli.
Sarà’ che tra Torino e Napoli ho sempre notato una certa somiglianza, una sorta di regalità che le due città hanno sempre avuto nei secoli.
Innanzitutto, anche Napoli come Torino possiede un vero Palazzo Reale, posto in piazza del Plebiscito e sede storica dei Viceré spagnoli per oltre centocinquanta anni.
Al suo interno scoprirete stupende sale monumentali, incantevoli saloni, affreschi e tendaggi incredibili e perfettamente conservati.
Il Palazzo Reale di Napoli
Questo palazzo, costruito a inizio del 1600, fu luogo di comando della dinastia borbonica dal 1734 al 1861, anno dell’unità d’Italia.
Quando Carlo di Borbone, nel 1734, divenne sovrano con capitale Napoli di questo nuovo regno, l’analogia con il regno sabaudo nato nel 1713, diventò una realtà sempre più simile.
I due regni erano entrambi simbolo e rappresentazione della stupefacente età Barocca, che fece dell’Italia la nuova protagonista europea del Settecento, dopo i fasti ineguagliabili del Rinascimento.
A Torino con il genio di Filippo Juvarra (con opere immortali come la Basilica di Superga, la facciata di Palazzo Madama e tante altre), a Napoli con quello estroso dell’architetto Luigi Vanvitelli, forse meno conosciuto ma altrettanto capace di stupire con opere grandiose e leggendarie.
A lui di deve, infatti, la realizzazione della straordinaria Reggia di Caserta, a pochi chilometri da Napoli.

Foto da www.vigggiandoconluca.it 
La Reggia di Caserta, tripudio del Barocco
Ecco un’altra analogia con Torino e la sua Reggia, quella di Venaria Reale, capolavoro sabaudo ormai conosciuto in tutto il mondo.
A onore del vero, bisogna riconoscere che la Reggia di Caserta è la residenza reale più grande del mondo per volume, e la sua sala del trono una delle più maestose, lunga ben 40 metri.
Da ammirare anche il maestoso scalone d’onore, la Cappella Palatina, l’appartamento storico, il teatro di corte e la Quadreria.
Come le Residenze Sabaude, anche la Reggia di Caserta è stata dichiarata nel 1997 dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, insieme all’acquedotto di Vanvitelli e al complesso di San Leucio.
A proposito dell’acquedotto vanvitelliano, realizzato a servizio della Reggia di Caserta, è curioso ricordare che anche qui, al pari della nobiltà sabauda e francese, si sono svolte grandiose feste volute da Carlo di Borbone, Re di Napoli, il quale, preso da una sorta di competizione con gli altri reali europei, decise di inaugurare una reggia dotate di giardini, fontane e giochi d’acqua che potessero rivaleggiare in magnificenza e imponenza con quelli di Venaria e Versailles.
Una bellezza naturale per stupire: i giochi d'acqua
Al riguardo basta ricordare le parole dello scrittore tedesco J.W. Goethe mentre eseguiva il suo Gran Tour in Italia nel 1787, e vide la Reggia di Caserta:
“La posizione è di eccezionale bellezza, nella più lussureggiante piana del mondo, ma con estesi giardini che si prolungano fin sulle colline; un acquedotto v'induce un intero fiume, che abbevera il palazzo e le sue adiacenze, e questa massa acquea si può trasformare, riversandola su rocce artificiali, in una meravigliosa cascata. I giardini sono belli e armonizzano assai con questa contrada che è un solo giardino”.
Risulta, infatti, ancor oggi come nel Settecento, spettacolare il parco con le vasche e le fontane, e con una vista mozzafiato di tipo prospettico che parte dalla Reggia verso i giochi d’acqua ancora attivi. Veramente eccezionale.
Napoli, come Torino, possiede tanti altri luoghi di incomparabile bellezza e ricchi di storia, ma non è lo scopo di questo articolo elencarveli tutti.
Permettetemi però di raccontarvi l’ultima analogia fra Torino e Napoli, il caffè.
Il caffè, a Torino e a Napoli, non è solo una bevanda
In entrambe le città non è solo una bevanda.È un rito, un modo di essere, uno stile di vita, nato secoli fa.
Torino, con Vienna e Parigi, ha la più alta concentrazione di “caffè storici”, ossia nati più di due secoli orsono e ancor oggi aperti.
Napoli ha anch’essa un’antica tradizione popolare che la lega al caffè nonché uno dei più blasonati caffè storici europei, il Gran Caffè Gambrinus.
Nato nel 1860, conserva intatti e stupendi al suo interno stucchi, decori, e arredi di fine Ottocento. Assolutamente da non mancare durante una visita a Napoli, da sempre, salotto letterario partenopeo, celebre galleria d'arte, e animatore della cultura cittadina.
Da qui sono passati re, regine, politici, giornalisti, letterati e artisti di fama internazionale che ne fanno il luogo dove incontrarsi, discutere e scrivere versi, come nella migliore tradizione europea dei caffè letterari.
E ancora oggi rimane il cuore della vita mondana, culturale e letteraria della città di Napoli.
Passate da qui a gustarvi un caffè dopo aver visto il Palazzo Reale, le tante altre bellezze partenopee e la Reggia di Caserta.












