Le Solanacee, che comprendono ghiotti ortaggi e tremendi veleni
Le Solanacee possono davvero sembrare la famiglia delle streghe cattive, perché è una delle più ricche di piante velenose. Belladonna, datura, giusquiamo sono specie affascinanti e assolutamente tossiche e sono tutte Solanacee. Eppure sono Solanacee anche ortaggi di uso comune, che tutti i giorni rendono più golose le nostre ricette, come pomodoro, melanzana, peperone e patata. Che cos’hanno, dunque, in comune?
A parte caratteri botanici tipici, che vedremo insieme a breve, tanto le piante velenose quanto gli ortaggi contengono famigerati alcaloidi, come la solanina o la nicotina. Persino il tabacco è una Solanacea, infatti! La solanina, che è un principio attivo temibile, è presente nelle parti verdi di patate e pomodori, ad esempio. Per questo, bisogna assolutamente evitare di mangiare patate germogliate, perché i germogli la contengono, o pomodori verdi. D’accordo, c’è chi prepara squisite confetture di pomodori verdi ma – lasciatecelo dire, finalmente – lo fa a suo rischio e pericolo!

Qualche nozione di botanica sistematica sulle Solanacee
Nella classificazione botanica, le Solanacee condividono sino all’ordine il percorso con molte altre famiglie che abbiamo già trattato. Si tratta delle Plantaginacee, che abbiamo appena concluso di presentarvi, delle Labiate e delle Scrofulariacee. Come queste, appartengono alla superdivisione delle Antofite o Fanerogame (piante con fiori visibili).
Le ritroviamo, poi, nella divisione delle Angiosperme (fiore con ovario), nella classe delle Dicotiledoni, nella sottoclasse delle Simpetale e nell’ordine Tubiflore (a corolla pentamera). Si distinguono solo a partire proprio dalla famiglia. Il nome Solanacee deriva dal genere più rappresentativo, ossia Solanum, di cui fa parte pure la patata. Si chiama così dall’aggettivo latino sostantivato solanus, che traduciamo come “esposto al sole”.

Caratteri tipici che contraddistinguono le Solanacee
Nella famiglia delle Solanacee, ci sono peculiarità botaniche comuni tanto alle piante tossiche quanto alle verdure. Per prima cosa, il fiore in ogni sua parte (calice, corolla e androceo) è pentamero, con corolla actinomorfa, ossia a simmetria raggiata. Solo in pochi casi, come per il giusquiamo, troviamo un fiore zigomorfo, cioè con unico asse di simmetria. Sono fiori sovente appariscenti per forma e colore, per meglio attirare gli insetti impollinatori.
Inoltre, le Solanacee sono specie erbacee o al limite arbustive, a volte rampicanti: tra le poche legnose, citiamo la dulcamara. Le foglie sono alterne, senza stipole (le foglioline che in alcuni casi si notano alla base del picciolo), a forma variabile. I frutti sono bacche spesso di grandi dimensioni (pomodoro) oppure sono capsule (datura). Contengono piccoli semi appiattiti e tondeggianti.

Gli articoli delle prossime settimane
A partire dalla prossima domenica, con la misteriosa dulcamara, le singole specie di Solanacee ci terranno compagnia per diverse settimane. È una famiglia di cui non ci siamo quasi mai occupati, in questa rubrica. L’unico articolo in proposito, che vi invitiamo a rivedere tra quelli già pubblicati qui su Zetatielle Magazine, riguarda l’alchechengi. Tutto il resto è da esplorare.
Alterneremo pertanto piante che, con prudenza, sono utili alla salute ad altre che sono veleni mortali e a quelle che sono il vanto della cucina mediterranea. Se avrete la pazienza di seguirci in questo nuovo approfondimento, vi promettiamo tante sorprese e molte curiosità.

Foto di copertina con fiori di patata di Teodor Buhl da Pixabay












