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A poche ore dalla nuova ordinanza sul Coronavirus si tirano le somme sulla settimana che si è conclusa. Il sistema di prevenzione e le reazioni degli italiani evidenzia però alcune contraddizioni.

Una settimana passata con scuole chiuse e gli studenti in giro per centri commerciali, tram, autobus e metro. Chiusi anche tutti i locali di cultura e di sport.

Una settimana passata alla ricerca di presidi di prevenzione, quali mascherine, amuchina e gel disinfettante, che sono esauriti ovunque.

Tende mobili montate davanti agli ospedali per accogliere i pazienti che si rivolgono alla sanità pubblica per esplorare la possibilità di essere contagiati, con tamponi che non vengono fatti, perchè sono superflui fino a quando non si manifestino chiari sintomi tipici dell'epidemia.

Si suggerisce l'uso di mascherine, un'igiene personale delle mani accurata ed evitare di uscire di casa.

Ma man mano che passa la settimana emergono però delle contraddizioni.

Le Zone Rosse

Scenario da Stranger Things, ho scritto qualche giorno fa in un articolo.

Due città messe in quarantena, con presidi dell'esercito all'ingresso dei due centri abitati. Ma sarà vero? La trasmissione "Chi l'ha visto?" è andata a Codogno, a Casalpusterlengo e a Vo Euganeo. Si recano in auto, con i finestrini chiusi, ma non incontra nessun tipo di blocco stradale e i colleghi riesce a comunicare con qualche abitante, attraverso il finestrino chiuso, dando il numero di cellulare. Si apprende che gli abitanti sostengono che non ci sono controlli e che non si sono viste le forze dell'ordine e si può entrare e uscire tranquillamente. Questo, nella giornata di domenica. L'ordinanza è attiva dalla sera prima.

Nei giorni a seguire ecco arrivare i blocchi stradali, ma ieri sera a "Non è l'arena", Giletti intervista in video chiamata un ragazzo che ha violato insieme a quattro compagni di merenda, le zone in quarantena, sotto gli occhi delle forze dell'ordine. Possibile che ci sia

Allo Spallanzani non ci sono più contagiati da Coronavirus, in quanto sono tutti guariti in pochi giorni. Le morti accertate sono di soggetti al di sopra dei 70 anni. Nessun bambino è stato contagiato.

Certo è che se però non si fossero presi tali provvedimenti, si sarebbe detto che l'Italia non ha fatto nulla per contenere il contagio dei focolai.

Potenza delle precauzioni prese o allarmismo eccessivo? Anche qui strane contraddizioni...

L'obbligo di quarantena

Casi di persone messe in quarantena ai domiciliari forzati, risultati positivi al test, ma senza che però presentino i sintomi da Coronavirus. A questi era stata garantita un'assistenza telefonica regolare ma che poi non si è mai verificata. Mi riferisco al collegamento in video chiamata fatto ieri sera durante la trasmissione "Quarto Grado" su Rete 4. Si chiama Simone ed è risultato positivo al tampone, richiuso in casa per 14 giorni. Il contagio è avvenuto attraverso un soggetto che fa parte della sua squadra. "Ti chiameremo per sapere come stai", garantiscono le autorità sanitarie, ma non si è fatto vivo nessuno. La cosa che fa riflettere è che quindi ci sono soggetti potenzialmente positivi ma che sono asintomatici.

Quindi tutti noi potremmo aver contratto il Coronavirus, ma non avendo sintomi non ce ne accorgiamo. Allora tutti a fare il tampone. Si ma il problema è che si può risultare oggi negativi e domani contrarre il virus. In più, pensate se tutti gli italiani volessero fare il tampone, quale sarebbe la mole di lavoro per i laboratori. Allora il problema diventa un altro. Più che paura del virus bisogna aver paura del panico.

Ma se avessero deciso per un tampone per ogni italiano, magari gratis e fatto a domicilio, si sarebbe detto che era un'esagerazione.

Altre contraddizioni....

Solo la cultura diffonde il virus?

La cultura è in quarantena. Teatri, musei, concerti, partite di calcio, tutto chiuso, tutto rinviato a data da destinarsi. Dall'altro lato, centri commerciali aperti, supermercati aperti, uffici aperti. Non sono anche questi punti di aggregazione?

Il tempo minimo per fare la spesa (a meno che non vi manchi solo il pane), è di circa un'ora, un'ora e mezza, contando la lunga coda all'entrata e quella alla cassa. Lo stesso tempo di una rappresentazione teatrale, dove però si è a contatto con oggetti, prodotti e persone, tutte potenzialmente infettate da un imprevedibile starnuto o colpo di tosse.

Si, direte voi, ma se la gente si mette la mascherina si potrebbe evitare. Peccato che le mascherine siano esaurite ovunque e su internet anche solo l'Amuchina costa quasi quanto un Rolex!

E allora anche qui, se non avessero chiuso i locali pubblici la gente avrebbe gridato al lebbroso al primo starnuto in sala!

Giuste cautele o impreviste contraddizioni?

La prevenzione al lavoro

In molte aziende sono stati distribuiti ai dipendenti dei kit di prevenzione per evitare contagi da Coronavirus.

Non faccio nomi, ma un noto istituto bancario già lunedi ha disposto uno di questi kit per ogni dipendente. Contenuto: sacchetto con chiusura a pressione, foglio per utilizzo gel disinfettante, gel disinfettante 100 ml, una mascherina monouso, due paia di guanti monouso taglia "M"e "L". Naturalmente la distribuzione è avvenuta a una tantum.

Ora, credo che non ci voglia una laurea in infettivologia o essere dei virologi per capire che la mascherina se è MONOUSO, ogni sei ore va cambiata. Che un paio di guanti "M" non entrano ad un paio di di mani "L", quindi il kit contiene un paio di guanti inutilizzabili. I guanti in lattice dovrebbero essere usati con le stesse modalità con cui i RIS della scientifica trattano una scena del crimine. Significa che bisogna prima disinfettare bene le mani e poi toccare solo il bordo del guanto per non contaminarne l'interno. Cambiarli spesso e buttare quelli utilizzati nel contenitore dei rifiuti tossici (che in una banca non c'è) e non nel cestino della carta straccia.

Ricapitolando, ti danno un kit, ma solo per pulirsi la coscienza? Quanto sta a cuore la salute dei dipendenti. Anche perchè se non lo avessero distribuito qualcuno avrebbe sicuramente detto che l'azienda è incurante del problema.

.. Contraddizioni su contraddizioni...

Come ci vedono all'estero?

Altro paradosso.

Se l'Italia pensava di fare bella figura agli occhi del mondo, attuando immediatamente delle misure cautelari, pensando di guadagnarne prestigio, qualcosa è andato storto.

L'effetto ottenuto è ben diverso. Vacanze cancellate, anche per i mesi a venire, sia da e per l'estero. Un'occhio molto critico per gli italiani che vivono all'estero e che sono rientrati dal nostro Paese, un mormorio diffuso poco piacevole, con illazioni poco eleganti. Anche qui, le testimonianze sono accertate. L'effetto ottenuto è pari a quello della Cina. Non ci vogliono all'estero e non vogliono venire in Italia. Persino Israele non ci vuole. Un effetto boomerang che si ripercuote e si percuoterà molto pesantemente sul settore turistico anche nei mesi a venire.

Ma se non avessimo agito così si correva il rischio di passare per i soliti italiani che sottovalutano le situazioni e risolvono tutto a tarallucci e vino.

La domanda è Pecchè?

Io non ho però capito un paio di cose e ho delle domande a cui non trovo risposta.

Le limitazioni imposte, quali le chiusure SOLO dei locali pubblici sono sufficienti a limitare l'epidemia del Coronavirus? Perchè non sussiste lo stesso pericolo per i trasporti, i centri commerciali e i supermercati? Se la prevenzione passa per l'utilizzo di presidi di prevenzione, perchè non sono stati distribuiti, anche a pagamento, ma capillarmente su tutto il territorio nazionale? Perchè hanno chiuso le scuole e non gli uffici e le fabbriche? Perchè i bambini e i ragazzi, che oltretutto sono i soggetti meno a rischio, non possono andare a scuola ma possono circolare liberamente per la città, utilizzando trasporti pubblici?

Non è che, forse, si è comunque esagerato un tantino?

ZetaTiElle Magazine
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